MARCO CEDOLIN

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Marco Cedolin, nato a Torino nel 1963 vive oggi in Val di Susa nel piccolo comune di Mompantero. Scrittore e studioso di economia, ambiente e comunicazione, collabora da anni con alcuni fra i più importanti siti web. E' fra i soci fondatori del Movimento per la Decrescita Felice di Maurizio Pallante, coordinatore Ambiente della lista civica nazionale Per il Bene comune, fa parte del Movimento NO TAV valsusino. Ha pubblicato “TAV in Val di Susa un buio tunnel nella democrazia”, Arianna editrice 2006, "Grandi Opere le infrastrutture dell'assurdo" Arianna editrice 2008,ha contribuito alla pubblicazione di "Un programma politico per la decrescita" Edizioni per la decrescita felice 2008 curato da Maurizio Pallante, "Lo Stivale di Barabba" Macroedizioni 2008 e "Rifiuto, Riduco e Riciclo" Arianna Editrice 2009, curati da Stefano Montanari. Collabora regolarmente alla rivista Il Consapevole ed al giornale web Il Cambiamento, ed ha al suo attivo centinaia di articoli aventi per oggetto tematiche sociali, ambientali e politiche.


Non parlatemi di destra e sinistra.
Non amo la sinistra e neppure la destra, perchè non sono altro che recinti dove rinchiudere le idee e le persone, per trasformarle in ideologie e militanti da condurre su un binario morto.
M.C.


Fonte you tube
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Massimo Mazzuco intervista Marco Cedolin rif.Tav


Fonte Marco Cedolin
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A che cosa serve la Tav di Marco Cedolin

Fin dal momento della sua nascita il progetto TAV fu propagandato all’opinione pubblica attraverso l’uso sistematico della menzogna. Nei proclami di coloro che nel 1991 la presentarono alla stampa, l’infrastruttura avrebbe dovuto essere finanziata per il 60% da capitale privato, sarebbe statadestinata ad ospitare esclusivamente treni passeggeri e avrebbe comportato un costo di 26.180 miliardi di lire.
In realtà gli investitori privati non esistevano affatto, come emerse pubblicamente alcuni anni più tardi, i potenziali passeggeri sarebbero stati pochissimi, per cui nel corso del tempo la destinazione d’uso fu allargata al trasporto delle merci ed il costo dell’opera lievitò in maniera esponenziale fino a raggiungere nelle stime più attendibili la stratosferica cifra di 90 miliardi di euro.
Per giustificare l’utilità e la necessità dell’opera sono state accampate nel corso degli anni le ragioni più disparate, destinate a venire regolarmente smentite dalla realtà oggettiva dei fatti e dal giudizio degli esperti che si esprimevano riguardo al loro campo di competenza. Questo poiché in realtà il progetto TAV non interpreta nessuna delle esigenze connaturate alla movimentazione di merci e persone presenti nel nostro paese..... (Continua a leggere)